Sillico

Sillico ( 700 m.S.l.m.)

Sillico è un borgo di origine medievale posto sul versante appenninico della Garfagnana frazione del comune di Pieve Fosciana, si trova ad una quota di circa 700 metri sul mare sui contrafforti che dal crinale dell'Appennino Tosco-Emiliano digradano verso la valle del Serchio. Maestoso il panorama sulle Alpi Apuane che si gode dal sagrato della chiesa, soprattutto nelle prime ore del mattino quando le nebbie riempiono la vallata sottostante e al tramonto quando il cielo si tinge di arancio e rosso.
Dice di questo paese lo storico Raffaello Raffaelli nella sua "Descrizione geografica storica economica della Garfagnana" (Lucca, 1879):

« La frazione del Sillico è la più ricca di tutta la Comunità. Belle e vaste sono le macchie di faggi che possiede nell'alpe, e non indifferenti i pascoli pei bestiami. La coltivazione dei suoi contorni è fatta con intelligenza, ed il terreno, quantunque in monte, risponde assai bene alle fatiche degli agricoltori. L'orizzonte è vastissimo, come si pare a chi osserva la sua postura, l'aria purissima, e il soggiorno piacevole nella estiva stagione per le fresche ed amene passeggiate che si possono fare dalla parte di nord-ovest, a traverso le grandi selve che vanno ad incontrare i faggi, e dalla banda del mezzogiorno, in fondo alla Terra, sul Castellare, che divide le acque dei fiumicelli di Ceserana e di Bargecchia. »

È un ritratto che assomiglia molto a quello del presente e che può essere scoperto lungo "I Sentieri del Moro", una rete di itinerari da percorrere a piedi che conducono tra borghi, coltivi, castagneti e torrenti alla scoperta di una terra che a volte pare incantata. Il nome dei sentieri deriva dal quello di un brigante locale ("il Moro") diventato famoso in epoca recente grazie ad una tradizionale festa estiva ambientata nella Sillico cinquecentesca, ma che deve la propria notorietà alle citazioni nelle lettere spedite da Ludovico Ariosto al proprio sovrano durante il proprio mandato di Governatore della Garfagnana.
Un altro viaggiatore, Prospero Fantuzzi nel suo viaggio del 1833 visitò il paese il 27 settembre e così lo descrive "ci siamo inviati a piedi amendue per il Sillico, grosso paese su della vetta di un alto monte, distante cinque aspre miglia da Castelnuovo... dopo mi feci ad osservare il paese ed il borgo. Le cima del monte è senza piante e con bei fertili praticelli e campi: il borgo vi si distende nel pendio per cui le contradette interne sono a biscia, mal lastricate ed in pendio. Tutte le facciate delle case sono rozze ed al gusto del paese, ma vi sono tre o quattro famiglie che hanno un po' di buoni fabbricati. Si conta la prima la famiglia Bonaldi, il Dottor Biglia e il signor Lorenzo Masserini, nipote del nostro parroco, da cui godemmo il desinare. Un buon casamento sorge in mezzo agli altri, alto, però senza gusto. È posseduto dal signor conte Carli domiciliato in Castenluovo e vi gode all'estate passarvi colla famiglia qualche mese. La sua posizione però è infelice perché cinto intorno da strette contradelle ed umili e rozze case..." (Viaggi Geografici, Antiche porte editore, Felina, 1998)
Il Sillico è un borgo fondato probabilmente in epoca romana, gli storici esaminando l’etimologia del toponomio hanno formulato più di un’ipotesi ma tutte riconducibili all’epoca romana, anche se quella zona dell’Appennino, ospitò numerosi insediamenti Liguri-Apuani.
Secondo lo storico Pacchi, il termine Sillico potrebbe derivare da “Serico”, ”Sirico” e “Silico”, dove “Serico” può essere un’abbreviazione di “Syriacus” (reduce dalla Siria), ipotesi plausibile vista l’usanza romana di assegnare delle terre, ai soldati più valorosi al momento del congedo, per lo storico Pieri invece il termine Sillico, deriverebbe dal “Vicus Syllicus”.
Il Sillico antico feudo dei Gherardinghi (X secolo), fin dal XII secolo cercò di sottrarsi al dominio di Lucca, chiedendo protezione al Papa e ai suoi alleati (i pisani), ma alla fine di una serie di eventi bellici svoltesi in Garfagnana fra i due schieramenti (lucchesi e pisani), i Gherardinghi furono costretti a cedere le loro “Terre” al Comune di Lucca, che nel riordino dei loro possedimenti del 1272, posero il Sillico sotto la giurisdizione della “Vicaria di Castiglione”, successivamente i lucchesi nel 1374, al castello del Sillico unirono la comunità di Capraia.
Nella “Bolla”  di Carlo IV del 1376, troviamo citato anche il suo castello “Castrum Sillici” , fortezza che nel corso del XIV secolo, rimase coinvolto più di una volta nelle numerose guerre che si svolsero in Garfagnana, soprattutto dopo la morte del condottiero lucchese Castruccio Castracane, nel 1401 Paolo Guinigi Signore di Lucca, la incluse nella lista delle fortificazioni da ristrutturare e rafforzare.
Il 17 dicembre 1429, gli uomini del Sillico si ribellarono nuovamente a Lucca, approfittando del caos politico causato dalla caduta della Signoria di Paolo Guinigi, chiesero ed ottennero protezione dal Duca di Ferrara Niccolò d’Este e per primi in Garfagnana (insieme alla comunità di Capraia) issarono sulle loro fortezze la bandiera estense.
Gli estensi quando costituirono la “Provincia Estense della Garfagnana”, inserirono il Sillico sotto la giurisdizione della “Vicaria Estense di Castelnuovo” e il borgo da quel momento ne condivise le sorti fino all’Unità d’Italia.
Rif.
http://www.contadolucchese.it/Pieve_Fosciana.htm


























































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