Portovenere ( La Spezia )

Portovenere

Porto Venere (IPA: [pɔrtoˈvɛnere][2], Portovénere in ligure, Portivène nella variante locale[3]), scritto anche Portovenere, è uncomune italiano di 3.691 abitanti[1] della provincia della Spezia in Liguria. Per la sua estensione territoriale urbana è il più piccolo comune della provincia spezzina.
Dal 1997 Porto Venere, insieme alle isole Palmaria, Tino, Tinetto ed alle Cinque Terre è stato inserito tra i patrimoni dell'umanitàdell'UNESCO.
Il toponimo Portovenere è conosciuto internazionalmente come la variante più diffusa, nonostante lo stesso statuto comunale, in virtù della tradizione storica consolidata, preveda la forma staccata del toponimo (Porto Venere) in tutti gli atti e documenti comunali ufficiali[4]; l'Istituto nazionale di statistica (ISTAT), ente capofila e di rilevazione per lo Stato italiano, trascrive invece nei suoi documenti e censimenti la forma attaccata.
Anche se le origini più antiche del borgo vengono fatte risalire sino al VI secolo a.C. con la presenza dei popoli Liguri[6], le prime datazioni storiche di Porto Venere risalgono a Claudio Tolomeo (150 d.C.[6]) e all'Itinerario Marittimo (Itinerarium Maritimum Imperatoris Antonini Augusti) dell'imperatore Antonino Pio del 161 d.C.[7] dove viene segnalato il borgo tra le località di Sestri Levante e Luni[7].
Il nome del borgo (Portus Veneris[6]) derivava da un tempio dedicato alla dea Venere Ericina[6], sito esattamente nel luogo in cui ora sorge la chiesa di San Pietro[6]. Il nome era probabilmente legato al fatto che, secondo la tradizione, la dea era nata dalla spuma del mare, abbondante proprio sotto quel promontorio.
Il borgo originario (castrum vetus[6]), abitato da antichi pescatori, era sito nell'attuale piazzale Spallanzani ed è oggi interamente scomparso. Da località di pescatori, Porto Venere divenne base navale della flotta bizantina[6], ma fu assalita e distrutta dal re Rotari deiLongobardi nel 643 d.C.[6]. I pochi reperti romani, consistenti in alcune murature rinvenute sotto il piazzale Spallanzani, si rifanno all'assorto periodo cristiano-monastico dei monaci di san Colombano, con l'antica chiesa di San Pietro della diocesi di Luni. Tra i secoli VIIIe XI fu oggetto di ripetuti assalti dei pirati saraceni e normanni[6].
Possedimento feudale dei signori di Vezzano[8] furono gli stessi a cedere il feudo, verosimilmente nel 1139[8], a Genova che già nel 1113[6], come testimoniamo alcuni documenti, aveva edificato un quadrangolare castello sulla punta meridionale del promontorio dell'Arpaia[8], a fianco della primitiva chiesa di San Pietro; sempre nello stesso periodo genovese venne costruita la chiesa di San Lorenzo e il borgo nuovo (castrum novum[6]). Sono del 1161[6] le mura che racchiudono entrambi i borghi, vecchio e nuovo, ed è infine nel 1162 che fu sancito formalmente il passaggio delle due chiese sotto la giurisdizione del vescovo di Genova, confermando di fatto il completo dominio genovese sul borgo[6].
Nel XV secolo, con il respinto assalto degli Aragonesi nel 1494[6], venne meno il dualismo tra i due borghi; il borgo vecchio fu distrutto lasciando libero lo spazio che ancora oggi si può osservare tra il borgo nuovo e la chiesa di San Pietro. Sempre al dominio di Genova si devono le successive fortificazioni nel territorio di Porto Venere: la batteria di San Francesco e il forte di Sant'Ambrogio e, nei pressi della Palmaria, della fortezza di Torre Scola nel 1606[6].
Con la dominazione francese di Napoleone Bonaparte rientrò dal 2 dicembre nel Dipartimento del Golfo di Venere, con La Spezia capoluogo, all'interno della Repubblica Ligure. Dal 28 aprile 1798 con i nuovi ordinamenti francesi, il territorio di Porto Venere rientrò nel VII cantone, come capoluogo, della Giurisdizione di Golfo di Venere e dal 1803 centro principale del III cantone del Golfo di Venere nella Giurisdizione del Golfo di Venere. Annesso al Primo Impero francese dal 13 giugno 1805 al 1814 venne inserito nel Dipartimento degli Appennini. È in questa fase storica che, nel 1812[6], venne realizzata la strada litoranea, denominata "Strada napoleonica" in onore del generale francese e oggi localizzata come strada provinciale 530, che ancora oggi collega il centro marinaro con La Spezia passando per i paesi di Fezzano, Le Grazie e Terizzo.
Nel 1815 fu inglobato nel Regno di Sardegna, secondo le decisioni del Congresso di Vienna del 1814, e successivamente nel Regno d'Italia dal 1861. Dal 1859 al 1927 il territorio fu compreso nel I mandamento di Spezia del Circondario di Levante facente parte della provincia di Genova prima e, con l'istituzione nel 1923, della provincia della Spezia poi.
Apprezzata località di villeggiatura di fine Ottocento e inizio Novecento - tra i suoi visitatori più celebri vi fu Lord George Gordon Byron - è ancora oggi una meta turistica di punta del panorama spezzino e ligure.
Nel 1998 ha ottenuto per i suoi beni architettonici e naturalistici l'ingresso nell'elenco dei Patrimoni dell'umanità tutelati dall'Unesco - assieme ai Rolli di Genova e al suo centro storico gli unici due beni inseriti per la Liguria - e dal 2001 sede dell'omonimo parco naturale regionale.







































































































































































































































































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