Passa ai contenuti principali

Foce a Giovo o Passo al Giovo ( Appennino Tosco - Emiliano )

Foce a Giovo (1674 m.S.l.m.)

 E' il valico appenninico attraversato da una strada semi-asfaltata (dalla parte della Toscana gli ultimi 5 km prima del passo non sono asfaltati, dal lato Emiliano è totalmente sterrata) più alto dell'Appennino Tosco-Emiliano.
I monti adiacenti sono: il Monte Rondinaio (1945 m), presso il Monte Giovo (1991 m), e la Femminamorta (1880 m), presso l'Alpe Tre Potenze (1940 m).
Dal passo nasce il fiume Panaro, l'ultimo affluente del Po che, fino al paese di Pievepelago, prende il nome di Torrente delle Tagliole, attraversando l'omonimo centro abitato le Tagliole.
Sul valico è presente una minuscola cappellina dedicata alla Madonna del Giovo e un singolare tavolo di marmo; poco distante vi è una fontana, utile a dissetare i viandanti.
La strada, che culmina con la Foce al Giovo, è conosciuta come la “Strada dei Duchi” o “Via Ducale”; nel 1818 Maria Luisa di Borbone, duchessa di Lucca e Francesco IV, duca di Modena vollero realizzare una grande strada per superare l'Appennino, per poter disporre di un collegamento diretto tra Modena e Lucca senza dover passare dalle dogane del Granducato di Toscana.
I lavori iniziarono nel 1819 fino al 1829, quando fu inaugurata dai due Duchi, che si incontrarono per la prima volta alla Foce al Giovo; si narra che la duchessa, una volta tornata a Lucca affermò che “in alto nevica”, riferendosi alla bianca chioma del duca di Modena; questi, venuto a sapere il commento, replicò che “quando in alto nevica, è bene che le vacche tornino a valle”.
Definita impossibile tanto ardito era il suo percorso, che sfidava l’alto bacino del torrente Fegana e si spingeva su fino ai 1674 metri d’altitudine della Foce al Giovo, la strada era spesso innevata e intransitabile per le frequenti frane; per una ventina d’anni il collegamento ebbe un rilevante utilizzo, fino a che gli eventi storici non cambiarono lo scenario politico degli stati confinanti, rendendolo inutile. Fu lasciata in abbandono; negli anni sessanta il comune di Bagni di Lucca le dette l’attuale sistemazione.
Nel versante toscano la strada - catalogata come “SP. 56 di Valfegana” - è asfaltata fino al rifugio Casentini (mt. 1250) per poi proseguire sterrata fino alla Foce, conservando tracce delle ardite opere murarie di contenimento; attualmente è consentito il transito dei veicoli fino al valico.
Il versante modenese, interdetto al traffico, scende con modesta pendenza fino a Ca Coppi (mt. 1357) in val di Luce, conservando in più punti tracce dell’antico acciottolato.


























Commenti

Post popolari in questo blog

Monteperpoli ( Castelnuovo di Garfagnana )

Monteperpoli  Monteperpoli è una piccola borgata formatasi nel corso dei secoli sull’omonimo valico di montagna, che fin dai tempi antichi collegava Gallicano e la Mediavalle del Serchio con il resto della Garfagnana, nell’epoca moderna con la costruzione della nuova strada di fondovalle la “SR 445”, il valico ha perso l’originaria importanza, oggi oltre al traffico locale e percorso principalmente per motivi turistici, molti gitanti della domenica e stranieri percorrono  quella strada tortuosa per ammirare dall’alto, la Valle del Serchio e suoi borghi (antichi “Castrum” arroccati lungo le pendici dell’Appennino). L’origine di questo “Passo Apuano”, si perde nella notte dei tempi, le prime notizie documentate risalgono al tempo dei Romani e più precisamente con la costruzione della variante della via “Clodia” (realizzata dal Console M.Claudio Marcello nel 183 a.C). In epoca medievale, sul valico di Monteperpoli per dar ricovero ai pellegrini, venne edificato un “Hospit...

Romitorio di San Bartolomeo ( Borgo a Mozzano )

Romitorio di San Bartolomeo  La chiesa di San Bartolomeo nei pressi di Cune, nota anche come “Romitorio di San Bartolomeo”, è una piccola chiesa a navata unica con abside simile a molte altre sorte nel territorio della diocesi di Lucca nel corso del XII secolo e particolarmente affine a quella di San Martino in Greppo. Il toponimo di Cune è noto invece fin dal IX secolo. La bellezza architettonica del piccolo edificio, compatto e di limpide proporzioni, viene sottolineata dala suggestione del luogo in cui è sorta, un secolare bosco di lecci nei pressi della antica fortezza del Bargiglio, abbattutta nel 1373. L’originario impianto medievale era stato modificato con l’aggiunta di un portico, oggi però eliminato e noto soltanto da un disegno eseguito da Giuseppe Matraia per la guida della città di Lucca e del contado che l’erudita andava preparando verso la metà dell’Ottocento: il manoscritto della Guida  e il disegno del San Bartolomeo sono conservati nella Biblioteca di Stato...

Pallazzo Poggi . Pian di cerreto ( Paesi Fantasma )

Palazzo Poggi  ( Pian di Cerreto) L’edificio, situato nel Comune di Castiglione Garfagnana, si erge in una posizione con splendida vista sulla cerchia delle Apuane a Sud-Ovest e sull’Appennino Tosco Emiliano  a Nord-Est ed è al centro della valle percorsa dal fiume Serchio, circondata da colli degradanti punteggiati da paesini antichi e suggestivi , che evocano un’ immagine di ordinato grande teatro naturale. Le numerose vestigia antiche ancor oggi sparse sul territorio del comune testimoniano un passato ricco di importanti vicende storiche.  Di notevole importanza storica a Pian di Cerreto troviamo Palazzo Poggi (XVII) e Palazzo Giovannoli (XVIII). L’edificio, iniziato alla metà del 1700, è pervenuto agli attuali proprietari dall’ antica famiglia dei Conti di Bacciano, i Giovannoli, e fu abitato fino agli ultimi anni del 1800 quando il Conte Poggi Poggio di Castellaro, marito di Maria Anna Giovannoli, ne ampliò la struttura che però a causa di eventi bellici non rius...