Renaio ( Barga )

Renaio ( 1013 m.S.l.m.)
Renaio è il più importante centro barghigiano per il mercato dei funghi, durante la raccolta estiva-autunnale. Una scorrevole strada, recentemente realizzata, lo collega al capoluogo. Da Renaio è possibile raggiungere una caserma della Forestale in località "La Vetricia" dove un tempo esisteva un'osteria per i viandanti dei due versanti del crinale appenninico tosco-emiliano. La strada, seguendo l'antico tracciato della Via dei Remi, si congiunge, attraverso il Passo del Saltello, a quota 1624, con il Santuario di San Pellegrino in Alpe.
Rif. http://www.comune.barga.lu.it/TURISMO/FRDESCTE.HTM

Castagno S. Paolino Castagno S. Paolino astagno S. Paolino
Localizzazione: Renaio, sul fianco sinistro della Chiesa di S. Paolino
Circonferenza a petto d’uomo: 8,90 m
Altezza stimata: 8 m
Età presunta: 600-800 anni
Descrizione: é ridotto ormai a una enorme base antichissima scavata al suo interno dalla quale tuttavia emergono rami novelli. Sul fianco dell’albero corre una staccionata che delimita la strada; sotto la pianta è stata posta una panchina, luogo ideale dove riposarsi all’ombra del gigante. Il suo tronco è molto largo e si restringe a circa 3 m d’altezza. Aneddoti e curiosità: il castagno è profondamente radicato nella cultura popolare come testimoniato, fra l’altro, da proverbi diffusi nelle popolazioni delle aree castanicole. “Quando la castagna va fallita, il montanino fa trista vita”; “Quando la castagna va fallace, il montanino fa trista pace”; “Il montanino raccoglie poco grano, e la speranza l’ha sulla castagna”; “Pan di terra (castagne) e vin di nuvole (acqua)”; “Prendere in castagna”; “Cavar le castagne dal fuoco con la zampa di gatto”. Ancora la parola “castagna” è riferita sia al pugilato che al tiro di un calciatore, “castagnola” è invece un piccolo fuoco di artificio. Riguardo alla parola “marrone, una varietà pregiata di castagno, sono molte le locuzioni con significato negativo e di spropositi: “smarronata”, “marronata”.
Castagno ”Piazza dell’Eva”
Castagno ”Piazza dell’Eva” astagno ”Piazza dell’Eva”
Localizzazione: Renaio, nel piazzale omonimo davanti alla trattoria del Marchi, denominata “Ritrovo dall’Eva” 
Circonferenza a petto d’uomo: 5,90 m
Altezza stimata: 10 m
Età presunta: 600 anni
Descrizione: Oggi della pianta appare una esigua porzione del fusto e tutta la chioma. A un’altezza di cm 40-50 dal piano del piazzale si dipartono dal tronco 5 branche principali. Presenta un’ampia chioma vigorosa, sana e ben curata. In passato il fusto era molto più alto, giacché sommerso per un’altezza di circa 6 m, dalla terra di riporto, durante i lavori praticati per la realizzazione del piazzale. Aneddoti e curiosità: venti anni fa, quando gli alberi monumentali cominciarono a essere conosciuti, attraverso le prime pubblicazioni e i primi censimenti ufficiali, Renaio divenne immediatamente famosa per il “Castagno dell’Eva”, così chiamato per essere di proprietà, insieme a tutto il castagneto di cui faceva parte, della signora Eva Gonnella, un’anziana signora molto nota nella zona, che gestiva, insieme ai suoi figli, il posto di ristoro. Oggi la signora non c’è più e nemmeno il castagno. Si trattava di un albero decisamente singolare, costituito da un fusto a forma di cono, molto ampio alla base e molto basso, una sorta di piccolo vulcano di legno. Le misure erano di 12 m di circonferenza al suolo e 9,90 m a petto d’uomo. L’interno, ovviamente, era completamente cavo; la stanza formata dal fusto aveva dimensioni di 3,30 m per 3,10 m ed era sovente sfruttata dai turisti per apparecchiarvi tavolini da picnic e riposarvi nei sacchi a pelo.


Castagno ”di Annibale” o “ Castagno ”di Annibale” o “ astagno ”di Annibale” o “Castagno dell’elefante” astagno dell’elefante” astagno dell’elefante”
Localizzazione: a pochi passi dalla trattoria di Renaio.
Circonferenza a petto d’uomo: 7,40 m
Altezza stimata: 10 m
Età presunta: 600 -800anni
Descrizione: Una parte del tronco è stata asportata quando fu costruita la strada comunale.
L’albero appare maestoso e vigoroso; sul lato del tronco che si affaccia sulla strada appare una
evidente fessura. La chioma è composta da giovani branche che emergono dal tronco a circa 2
m di altezza rispetto alla base e dalle vecchie branche e rami ancora ricoperti da rigogliosa
vegetazione.
Aneddoti e curiosità: la pianta porta questo nome in quanto la tradizione, non si sa su quali
basi, vorrebbe che ad esso il generale cartaginese Annibale abbia legato uno dei suoi elefanti
che si era ammalato, nel corso della sua discesa verso Roma, dopo la vittoriosa battaglia del
fiume Trebbia e prima di ingaggiare l’altrettanto vittoriosa battaglia del Trasimeno. 






















































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