Castiglione di Garfagnana

Castiglione di Garfagnana ( 545 m.S.l.m.)
Castiglione Garfagnana, chiamato dai romani “Castrum Leonis” (castello dei leoni) per il coraggio e l’ardore messo in battaglia contro di loro dai Liguri-Apuani, è il castello della Garfagnana, che più di altri ha mantenuto inalterata la sua struttura medievale, inizialmente roccaforte nemica di Lucca e in seguito importante baluardo difensivo dei lucchesi in terra estense, nella sua storia ha subito diversi assedi e distruzioni, ma tutte le volte i castiglionesi meritandosi l’appellativo romano, hanno ricostruito tenacemente il loro borgo.Nonostante Castiglione Garfagnana sia uno dei più antichi castelli della Garfagnana, della sua storia prima del Mille sappiamo poco, fra i più antichi documenti a nostra disposizione, vi è una pergamena datata 723, nella quale il Vescovo di Lucca Thalesperiano, consigliò ai fratelli Aurimando e Gandefrido, fondatori della chiesa di S.Pietro in Castiglione, di donare a quest’ultima alcune delle loro terre “Castellione Apud Farnetam”.Antico feudo del Conte Guido Spinetta di Castelvecchio (983) e Signore di S.Michele (Piazza al Serchio), Castiglione nell’XI secolo ottenne dalla Contessa Matilde degli speciali diritti e privilegi, che lo posero al pari di Lucca e degli altri Comuni liberi della Toscana.Nel 1149, Lucca e Pisa entrarono in guerra, Castiglione Garfagnana come altri castelli della Garfagnana, per contrastare l’avanzata lucchese nella Valle del Serchio, si schierò con Pisa nella speranza di mantenere la sua libertà, nel 1158 le ostilità fra le due città cessarono e nel trattato di pace che seguì, Castiglione e Barga, i due più importanti Comuni liberi della Garfagnana si impegnarono a non intervenire in caso di un nuovo conflitto, cosa che non accadde, i castiglionesi nel 1168 sfidarono nuovamente la potente Lucca aiutando i pisani, la vendetta lucchese non tardò molto, due anni dopo le soldatesche lucchesi del quartiere S.Pietro e S.Gervasio sotto il comando di Baradrigo del casato dei nobili “Figli d’Ubaldo”, dopo aver devastato le altre terre ribelli che avevano trovato lungo il loro cammino, giunsero a Castiglione dove si era asserragliato il capo della rivolta Veltro da Corvaia con i suoi uomini, i lucchesi dopo un duro assedio espugnarono il castello, Veltro da Corvaia venne ucciso e il castello fu completamente distrutto, Lucca due anni dopo concesse ai castiglionesi il permesso di riedificare il castello e per poter meglio controllare questa importante fortificazione della Garfagnana, impose la nomina di un sindaco di suo gradimento.
Ai primi del 1200 l’Imperatore Ottone, pose nuovamente Lucca alle dipendenze dell’Impero, sciogliendo i Comuni della lucchesia dal giuramento di fedeltà fatto alcuni anni prima alla città, Castiglione pensando di sottrarsi dal giogo lucchese, nel 1226 chiese aiuto ai suoi vecchi alleati, i pisani inviarono immediatamente un presidio nel castello e i castiglionesi sentendosi forti cercarono di organizzare in Garfagnana una Lega anti-Lucca, la congiura portata avanti da un certo Rolando venne immediatamente scoperta e i lucchesi schierando 500 cavalieri e 500 pedoni per ritorsione assediarono nuovamente il castello, dopo sei giorni di duri combattimenti lo espugnarono e questa volta oltre che a impiccare il capo della rivolta e a distruggere il castello, incendiarono le case del borgo e dei casali vicini, compreso il piccolo castello di Verrucchia (o Verrucchio), che sorgeva presso la località di Valbona.Nel 1230 il castello venne ricostruito nuovamente, dopo una serie “caotica” di eventi Lucca ottenne dall’Imperatore Federico II l’Investitura imperiale sulla Garfagnana e finalmente vide avverarsi il suo sogno di una Garfagnana lucchese, per amministrare questa vasta regione la suddivise in Vicarie e Castiglione Garfagnana diventò la più importante Vicaria della Valle del Serchio.Intorno al 1310 Arrigo IV di Lussemburgo insediò a Lucca Spinetta il Grande e alcune terre della Vicaria di Castiglione furono inserite nella Vicaria di Camporgiano (data in feudo allo Spinetta), iniziò cosi per le Vicarie della Garfagnana un periodo turbolento, l’improvvisa morte di Castruccio Castracane provocò un ondata di caos, Lucca si trovò alla merce del migliore offerente, nel 1356 Castiglione finito in mani pisane fu assediata dai figli di Castruccio, Arrigo e Valleriano con 400 cavalieri e 2000 fanti riuscirono ad espugnare il castello, ma non ad entrare nella rocca, Pisa informata dell’assalto inviò in aiuto dei suoi uomini rimasti asserragliati nella rocca, Remanno Brancaleone con un’armata di 700 cavalieri e 6000 fanti, gli Antelminelli al loro arrivo levarono immediatamente l’assedio e si rifugiarono sulle montagne.L’8 aprile 1369 Lucca dopo aver pagato centomila fiorini d’oro a Carlo IV riconquistò la sua libertà e le sue terre, il 10 marzo 1371 grazie alla mediazione del Vescovo di Siena Jacopo de Malavolti, nel castello di Castiglione fu firmata la pace fra Lucca e gli Antelminelli e altri nobili garfagnini, Lucca rientrata in possesso di Castiglione nel 1371, la fortificò con una cinta muraria più robusta e con una serie di torrioni, realizzando la fortificazione che ancora oggi possiamo ammirare.Nel XV secolo Lucca guidata da Paolo Guinigi, si ritrovò a guerreggiar nuovamente con Firenze, i fiorentini stabilitisi ormai a Barga cercarono nuovamente di impadronirsi della Garfagnana, ma questa volta molte terre garfagnine per sfuggire ai continui saccheggi e scontri armati fra le due fazioni, chiesero protezione al Marchese di Ferrara Niccolò III d’Este, i fiorentini in Castiglione (restato fedele a Lucca) videro una facile preda e nel 1429 con un’armata di 150 cavalieri e altrettanti pedoni lo posero sotto assedio, i castiglionesi per nulla intimoriti opposero una forte resistenza e i fiorentini accortesi dell’impossibilità di entrare nel castello furono costretti a inviare dei rinforzi, corse in loro aiuto Bernardino Ubaldino della Carda, padre del Duca d’Urbino che con 2000 pedoni e 800 cavalieri giunse sotto le mura di Castiglione, ma per un gioco del destino quando tutto era pronto per la battaglia, a Lucca una congiura ordita da Pietro Cenami e Lorenzo Buonvisi, pose fine alla Signoria di Paolo Guinigi, ai castiglionesi saputo dell’accaduto per evitare il peggio, non rimase altro che arrendersi e giurar fedeltà ai nuovi padroni.Il dominio fiorentino su Castiglione durò tre anni, poi grazie ad una serie di eventi bellici svoltesi fuori dai suoi confini, il 10 aprile 1433 grazie alla pace stipulata fra il Duca di Milano (alleata a lucca) e Venezia (alleata a Firenze) Castiglione ritornò sotto le insegne lucchesi.Dopo un periodo di relativa calma, con l’inizio del XVII secolo per Castiglione si riaprì un altro periodo di guerre e sofferenza che si protrarranno per circa 18 anni, nel 1602 apparentemente per futili motivi ma in realtà per ambizione di conquista, il Duca Alfonso entrò in guerra con i lucchesi, dopo aver inviato a Castelnuovo il generale Ippolito Bentivoglio con 12000 uomini, intimò ai lucchesi di abbandonare la Garfagnana, Lucca attraverso i monti del Sillico inviò a Castiglione 200 soldati di rinforzo sotto il comando di Jacopo Lucchesini e al momento dell’assedio inviò anche delle truppe a devastare i castelli di Cascio e Molazzana, costringendo il Bentivoglio a inviare in loro soccorso una parte dei soldati impegnati nell’assedio, nonostante ciò il castello subì un violento assalto e i castiglionesi costantemente sotto il tiro dell’artiglieria estense, riuscirono a resistere replicando ad ogni attacco, Lucca nel frattempo temendo il peggio si era rivolta al Conte di Fuentes Governatore di Milano per il Re di Spagna Filippo III, il Fuentes intimò ai contendenti la sospensione della guerra e l’8 agosto alla presenza del suo inviato il capitano Ricco le due parti firmarono la pace.Dopo una serie di scaramucce fra le due fazioni, un anno dopo in Garfagnana si riaccese la guerra e il 22 maggio il Bentivoglio assediò nuovamente Castiglione e questa volta il castello bersagliato da un imponente fuoco d’artiglieria rischiò di cadere, Lucca ormai rassegnata a perdere il suo castello si rivolse nuovamente al Governatore di Milano, i castiglionesi nonostante la grande difficoltà in cui si trovavano e quando tutto sembrava perso, riuscirono a resistere (“Castrum Leonis” il castello dei leoni, come lo definirono i romani nel lontano 180 a.C.) fino all’intervento del Fuentes, che ancora una volta costrinse le parti a deporre le armi, 19 ottobre 1604.Nel 1613, dopo quasi dieci anni di pace le due fazioni, entrarono nuovamente in guerra, questa volta il Duca Alfonso insieme al Bentivoglio inviò i due Principi Alfonso e Luigi, Castiglione difesa da 1200 soldati agli ordini di Cesare Buonvisi ancora una volta fu assediata e martellata dall’artiglieria estense, Lucca nuovamente richiese l’intervento del Governatore di Milano,il Conte dell’Inoiosa (succeduto al Fuentes), inviò come intermediario il Conte Baldassarre Biglia, la mediazione del Biglia non riuscì a trovare l’accordo, ma il Conte dell’Inoiosa deciso a fermare le ostilità ordinò al Biglia di entrare in Castiglione e issare sui bastioni gli stendardi del Re di Spagna, dichiarando Castiglione terra di Re Filippo III, gli estensi per non incorrere in una guerra ben più vasta abbandonarono l’assedio e il 27 agosto 1618 a Vienna fu stipulata definitivamente la pace fra i lucchesi e gli estensi, Castiglione ritornò sotto la protezione lucchese e da allora il paese condivise le sorti di Lucca, senza rimanere coinvolto negli eventi bellici del XVIII secolo, nonostante il suo territorio verrà attraversato più di una volta dagli eserciti in guerra, che si scontreranno principalmente intorno alla Fortezza di Montalfonso.Visitando il borgo oggi possiamo sempre ammirare i cinque massicci torrioni, della Brunella, dell’Orologio, del Fattori, di S.Michele e di S.Pietro e due antichissime chiese romaniche, S.Michele (XIII secolo) e S.Pietro (VIII secolo), inoltre aggirandosi per i caratteristici vicoli del borgo e facile imbattersi in portali ornati da antichi stemmi in pietra e da numerose case che conservano le loro caratteristiche architettoniche 

Fin dalla sua fondazione il castello di Castiglione Garfagnana ricoprì un ruolo importante nella Valle del Serchio, edificato sopra un’altura posta ai piedi dell’Appennino e lungo un’antica via di valico, che attraverso il Passo delle Radici collegava fin dai tempi remoti la Val di Serchio con il nord Italia attraverso l’Emilia, fu utilizzato da sempre per controllare l’intera Garfagnana.
La prima fortificazione “Castra” probabilmente venne eretta dai Liguri-Apuani a difesa di un loro “Vicus”, con l’arrivo dei romani in Garfagnana questa primitiva fortificazione fu teatro di violenti scontri armati, qui i Liguri prima di esser sopraffatti costrinsero i romani a più di una spedizione militare, il console Quinto Marcio Filippo nel 186 a.C. subì una tremenda sconfitta e alcuni anni dopo il Console Claudio Marcello riuscì ad avere la meglio, solo dopo una serie di violenti scontri, la foga e la tenacia dei Liguri impegnati nella lotta, porteranno i romani a chiamare il castello “Castrum Leonis” il castello dei leoni.
In epoca Bizantina, Narsete dopo aver scacciato i Goti dalla regione (V secolo), per tutelare e proteggere le terre appena liberate, decise di lasciare quattro presidi Bizantini a guardia della Garfagnana e fra questi castelli scelse anche il “Castrum Castilione”, ulteriore segno d’importanza del castello.
Con lo scoppio delle guerre comunali, per il castello iniziò una triste serie di assedi, che nessun altro castello della Garfagnana subì, fra i più importanti sono da ricordare quelli fatti da Lucca (1170 – 1230), la prima grande nemica del castello che nel XIV secolo diverrà la sua più fidata alleata, i castiglionesi nei secoli successivi rimarranno sempre fedeli sostenitori della Repubblica di Lucca e furono proprio i lucchesi, nel 1371 a ricostruire e rinforzare il castello dandoli l’attuale fisionomia, la possente cinta muraria difesa da numerosi torrioni che i lucchesi realizzarono per la sua difesa ai primi del 1600 lo salveranno per tre volte 1602, 1603 e 1613 dall’assedi degli estensi.
Nonostante le numerose battaglie combattute sotto le sue mura oggi possiamo sempre ammirare la struttura del castello, la sua rocca, la cinta muraria e i torrioni che la proteggevano si sono ben conservati, solo in pochi tratti il castello è rimasto danneggiato (il lato nord-ovest è la parte del castello che peggio si è conservata nel corso dei secoli).
La chiesa di S.Michele, edificata in epoca sconosciuta ma posteriore a quella di S.Pietro, viene citata per la prima volta insieme a quella di S.Pietro, nella Bolla d’Oro di Papa Alessandro III emessa da Benevento il 23 dicembre 1168.
Durante gli assedi estensi del castello ai primi del 1600, la chiesa rimase coinvolta e danneggiata più di una volta, nell’assedio del 1603 le sue campane vennero fuse, per realizzare un pezzo d’artiglieria che verrà chiamato il “Bertone” e il 20 giugno l’artiglieria estense abbattè il suo campanile. La chiesa nel corso dei secoli a subito svariati interventi di restauro e ristrutturazioni, nel XV secolo venne ricostruita e ottenne (dopo S.Pietro) la concessione del Fonte Battesimale, la sua facciata realizzata anche con il caratteristico marmo detto “Il rosso Collemandina), proveniente dalle cave di Sassorosso, presenta sulla porta delle figure dal significato misterioso.
La chiesa di S.Pietro è la più antica chiesa del paese, le prime notizie risalgono al tempo del regno di Re Lutiprando, nel 723 il Vescovo di Lucca Thalesperiano consigliò ai fratelli “Aurimando” e “Gandefrido”,  fondatori della chiesa di S.Pietro di donarli per il suo sostentamento alcuni dei loro beni, rendita che fu aumentata successivamente nel 768 dal Rettore di quel periodo, dopo il Mille la chiesa venne riedificata e riconsacrata dal Vescovo Guido III il 18 gennaio 1197, come indica una lapide ancora esistente, nel 1391 alla chiesa di S.Pietro oltre a quella di S.Michele, vennero unite le chiese di S.Bartolomeo (Chiozza)e di dei SS.Jacopo e Cristofero del castello di Verrucchio (Valbona). La chiesa al suo interno conserva, un “Paliotto della Madonna dei Sette Dolori” un’opera di scagliola intarsiata del maestro Carlo Gibertoni, recentemente restaurata grazie all’interessamento del “Lions Club Garfagnana”, il suo campanile che durante gli assedi di Castiglione più di una volta suonò l’allarme e l’adunate dei difensori, venne ricostruito nel 1837 sull’omonimo torrione.

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