Passa ai contenuti principali

La Croce di Braconcoli

La croce di Brancoli ( 

Nel 1594 il comune di S. Ginese (ora sezione di Gignano), murò la "Torre dei segnali", sull'area dove ora sorge la monumentale Croce di Brancoli, per conto della Torre di Palazzo di Lucca, quando era gonfaloniere Ferrante Sbarra.
Una circonferenza di oltre 16 metri un diametro interno di 3 metri e lo spessore di 94 centimetri, la Torre di Brancoli sorgeva a 600 metri dal livello medio del Serchio e distante da Lucca circa 11 km. in linea retta. Aveva i suoi strumenti ottici per comunicare con la Torre di Palazzo e con le altre torri dello stato lucchese (del Bargiglio, di Vecoli, di Nozzano, e di Porcari). All'interno trovavano posto una cisterna per l'acqua ed alcuni pezzi d'arma bianca e da fuoco, doveva essere guardata da due sentinelle: una per il servizio di giorno e l'altra per quello di notte, non si potevano accendere fuochi a meno di cento passi di distanza dalla Torre.
Posta sul crinale più elevato dei monti brancolini, aveva lo sguardo su tutta la pianura lucchese, le Alpi Apune, la media valle del Serchio, l'Appennino, e sul Mar Tirreno fino alle isole della Capraia e dellaGorgona. Questa Torre serviva infatti per chiamare la milizia rurale al soccorso della città, di notte col fuoco, di giorno con segnalazioni di fumo. Il segnale metteva in movimento tutte le bande armate della campagna che nel XVII secolo superavano le ventimila unità ed erano divise in reggimenti. Custodita fino al XVIII secolo, venne poi lasciata  in abbandono. Devastata da fulmini e dalle intemperie i pochi ruderi rimasti furono demoliti nel 1900, quando sulle sue fondamenta fu posta la prima pietra della Croce.
Infatti verso la fine del 1800 venne lanciata l'idea di consacrare, a Cristo Redentore, le vette preminenti delle singole diocesi d'Italia, in ricordo del sacrificio del Golgota: in alto, in mezzo al silenzio più profondo e alla solitudine più grande.
La fede religiosa della gente della Lucchesia si dimostrò sincera e generosa. Papa Leone XIII dettò l'epigrafe a Attilio Burlamacchi per l'erigendo monumento: "Christus Deus - E Cruce Regnet Per Secula - Salutus Pacisque Auctor". Questa epigrafe fu trascritta su pergamena e il 23 settembre 1901, fasciata nel bronzo, murata tra monete e posta sotto la prima pietra, con la benedizione di monsignor Giovanni Volpi, Vescovo Ausiliare a Lucca.
Il 13 ottobre 1900 ci fu l'inaugurazione. Alla cerimonia ci furono 31 spari di cannoni, squilli di fanfare, colombi in volo e tutte le chiese di Brancoli suonarono le campane.
La Croce, costruita in pietra, aveva una altezza totale di 18,30 metri e su una delle pietre del basamento fu inciso: Proteggi / o Gesù Redentore / il Popolo Lucchese / che memore dei benefici passati / fidente per l'avvenire / ai principi del secolo XX / ti consacrò questo monumento.
Meta di gite e pellegrinaggi, in seguito a partire da Gignano, furono costruite in ferro ed in pietra le stazioni della Via Crucis.
Alla fine di luglio 1944, "quando parve ai Tedeschi che la Croce costituisse un punto di riferimento, un ostacolo, nulla valse: rimostranze e preghiere tornarono vane. Un pennacchio, una colonna di fumo, un rombo tremendo si udì echeggiare tra i sochi e le forre, come un angoscioso ululato. La Croce, sollevandosi e contorgendosi, ricadde su se stessa e si afflosciò in un immenso cumulo di rovine, su cui la notte distese poi le gramaglie. La monumentale Croce di Brancoli, eretta in omaggio al Cristo Redentore, non era più!" nei suoi pressi vennero costruiti una trincea ed un osservatorio bellico.
Finita la guerra già si pensava alla ricostruzione della Croce proprio nello stesso punto in cui si trovava l'altra minata dai Tedeschi. I lavori iniziarono il 29 aprile 1958 e finirono il 29 agosto dello stesso anno. Questa volta la Croce ebbe una struttura in cemento armato ed una altezza di 18,40 metri. Questu'ultima Croce è rivolta da nord a sud, mentre la precedente era da est ad ovest proprio come sono orientate le chiese.
Riutilizzando anche le pietre della vecchia Croce e la mensa dell'altare della chiesa distrutta di S. Bartolomeo in Cotrozzo, alcuni abitanti della Pieve costruiranno all'interno del basamento vuoto un altare massiccio. rif. http://www.leonardouno.net/intorno-a-lucca/brancoleria/140-brancoli-croce-monumentale.html

















Commenti

Post popolari in questo blog

Monteperpoli ( Castelnuovo di Garfagnana )

Monteperpoli  Monteperpoli è una piccola borgata formatasi nel corso dei secoli sull’omonimo valico di montagna, che fin dai tempi antichi collegava Gallicano e la Mediavalle del Serchio con il resto della Garfagnana, nell’epoca moderna con la costruzione della nuova strada di fondovalle la “SR 445”, il valico ha perso l’originaria importanza, oggi oltre al traffico locale e percorso principalmente per motivi turistici, molti gitanti della domenica e stranieri percorrono  quella strada tortuosa per ammirare dall’alto, la Valle del Serchio e suoi borghi (antichi “Castrum” arroccati lungo le pendici dell’Appennino). L’origine di questo “Passo Apuano”, si perde nella notte dei tempi, le prime notizie documentate risalgono al tempo dei Romani e più precisamente con la costruzione della variante della via “Clodia” (realizzata dal Console M.Claudio Marcello nel 183 a.C). In epoca medievale, sul valico di Monteperpoli per dar ricovero ai pellegrini, venne edificato un “Hospit...

San Pellegrino in Alpe ( Castiglione di Garfagnana - Frassinoro )

San Pellegrino in Alpe ( 1525 m.S.l.m.)  San Pellegrino in Alpe  è un centro abitato della  Garfagnana  (Lu), geograficamente appartenente al vicino comune di  Castiglione di Garfagnana  ed amministrativamente, in parte, al comune di  Frassinoro  ( provincia di Modena ) di cui costituisce una  exclave . È situato a 1525 m  s.l.m. , sul versante Appenninico della valle. È, tra gli insediamenti non artificiali, il paese abitato alla maggiore  altitudine  dell'intera  catena montuosa appenninica  ed è adagiato su uno dei versanti dell' Alpe di San Pellegrino  (1701 m  s.l.m. ), facilmente raggiungibile dal paese tramite comodi  sentieri escursionistici  ben tenuti e segnalati. Il Santuario è infatti spaccato a metà tra le due province di Modena e  Lucca . Il paese è sorto nel   Medioevo   intorno all'omonimo   Santuario di San Pellegrino , attualmente visitabile ed in o...

Romitorio di San Bartolomeo ( Borgo a Mozzano )

Romitorio di San Bartolomeo  La chiesa di San Bartolomeo nei pressi di Cune, nota anche come “Romitorio di San Bartolomeo”, è una piccola chiesa a navata unica con abside simile a molte altre sorte nel territorio della diocesi di Lucca nel corso del XII secolo e particolarmente affine a quella di San Martino in Greppo. Il toponimo di Cune è noto invece fin dal IX secolo. La bellezza architettonica del piccolo edificio, compatto e di limpide proporzioni, viene sottolineata dala suggestione del luogo in cui è sorta, un secolare bosco di lecci nei pressi della antica fortezza del Bargiglio, abbattutta nel 1373. L’originario impianto medievale era stato modificato con l’aggiunta di un portico, oggi però eliminato e noto soltanto da un disegno eseguito da Giuseppe Matraia per la guida della città di Lucca e del contado che l’erudita andava preparando verso la metà dell’Ottocento: il manoscritto della Guida  e il disegno del San Bartolomeo sono conservati nella Biblioteca di Stato...