Bacchionero (paese fantasma) Appennino tosco emiliano

Bacchionero (909 m S.l.m.)

Bacchionero, remoto angolo del territorio Barghigiano. Situato alle pendici del monte Giovo a circa mille metri di altezza sul livello del mare a pochi metri di distanza dal torrente “Acquetta” che è il confine naturale fra il comune di Coreglia e quello di Barga. In quel luogo la nobile famiglia Bertacchi di Barga possedeva un vasto appezzamento di terreno con vari fabbricati rurali dove diversi contadini allevavano bestiame (vacche, pecore e capre) e coltivavano i campi seminandovi patate, orzo, segale, ecc. Il dottor Anton Filippo Bertacchi, dopo aver ottenuto il benestare verbale nel giugno 1784 (il Decreto ufficiale dall’Arcivescovo Franceschi di Pisa fu emesso alcuni anni dopo, nel 1793), vi costruì un pubblico oratorio che inaugurò prima della fine dell’anno 1784 e lo dedicò a San Lorenzo martire che fu festeggiato ogni anno il giorno 10 agosto con cerimonie solenni. La data e la dedica sono incise con lo scalpello nella soglia in alto all’ingresso della Chiesa. In quegli anni sulla montagna dei comuni di Barga e Coreglia viveva un notevole numero di famiglie, anche molto numerose (alcune di esse avevano fino a dieci figli, fra maschi e femmine) che durante  i mesi invernali, dovevano rinunciarealle funzioni religiose perchè erano impossibilitati, a causa delle forti nevicate che rendevano impraticabili i sentieri alpestri a raggiungere la sede delle parrocchie di Coreglia e di Tiglio. Questa infatti fu la motivazione con la quale venne richiesto il permesso a Mons. Arcivescovo di Lucca per costruire la chiesa a Bacchionero. Per molti anni Bacchionero fu il riferimento per assistere alle funzioni religiose dei residenti di molte località, situate nel comune di Barga e di Coreglia: la “Cerretella”, il “Colle” la “Focetta” agli “Iaccomi” i “Carletti” il “Mucci” i “Mandrioni” il “Puntone” il Pianaccio” il “Molinetto di Bacchionero” “Piazzana” “Ai Bernardi” “Pretina” il “Colletto” “Col moscato” e “Piastroso”. Il buon Don Ruggero Bencivenni, un parroco molto amato dalla gente di montagna, oggi Rettore della parrocchia di Castelvecchio Pascoli, nel dopoguerra fu Parroco di Renaio dove,  alla Domenica e nelle altre Feste, celebravala Santa Messa alle ore 8 poi si incamminava verso Bacchionero, per celebrare il Santo Rito alle ore 11. Quando giungeva in loc. “Vedovetti”, che domina gran parte della valle dell’Ania, soleva suonare una trombetta di ottone per avvisare i fedeli di mettersi in cammino per giungere a Bacchio-nero in tempo per assistere alle funzioni sacre. La chiesa di Bacchionero aveva una capienza di una sessantina di persone, ma ne poteva accogliere anche fino a ottanta contando i fedeli che stavano in piedi. Appena entrati vi era la parte destinata alle donne, arredata con sedie meravigliose, lavorate al telaio e tessute a paglia ritorta a mano, con sopra scritto il nome della famiglia che l’aveva donata. Acuni metri prima dell’altare c’era il divisorio in legno, lungo il quale vi era il posto a sedere per gli uomini che in genere entravano da un ingresso laterale. In data più recente fu costruito, sul retro della chiesa un alloggio per il parroco e una casa padronale della famiglia Bertacchi. Nei primi anni di attività del luogo di culto si presume che vi fosse un sacerdote assegnato in modo continuativo che doveva essere alloggiato presso famiglie lassù residenti. Successivamente l’incarico fu assegnato al parroco di Renaio. Nell’anno 1940 Renaio divenne Parrocchia e subentrò a Tiglio. Per molti anni, alla domenica e negli altri giorni di festa, Bacchionero fu luogo d’incontro della gente di montagna dove nella vasta aia innanzi alla chiesa, nell’attesa dei riti religiosi, si raccontavano gli ultimi avvenimenti accaduti durante il lento incedere della loro vita in montagna.Il telegiornale dell’epoca !. Nel 1944, il giorno delle “Palme” davanti alla Chiesa di Bacchionero furono uccisi Quilici Giovanni e Donati Davino, a colpi di mitraglia, piazzata in  loc. “Al Colle” dai soldati tedeschi, per rappresaglia, poichè i partigiani che avevano ucciso un loro commilitone poi erano scappati.Per caso fu evitata una strage poiché in quel giorno molta gente era scesa a Coreglia dove oltre ad assistere a celebrazioni religiose di maggiore solennità facevano anche acquisto di generi indispensabili, quali: sale, zucchero, tabacco, ecc. Negli anni venti la chiesa fu arricchita con un organo manuale, acquistato col contributo di tutte le famiglie. Fu sistemato sopra l’ingresso principale e vi si accedeva da una porticina nella parete nord, salendo una stretta scalinata in pietra. Il primo suonatore dell’organo fu un certo Santi Giovanni detto Carletto, da lui prese il nome la località “Ai Carletti”. A lui seguì, per lungo tempo, la brava Giulia di “Bacchionero” ( da notare che una donna suonatrice d’organo, era assai inusuale per quei tempi) della quale ricordo personalmente le magistrali esecuzioni della Messa cantata, come suonatrice dell’organo e direttrice del coro vocale di Bacchionero, con al comando manuale che riforniva l’aria al mantice il buon Francesco Carani. Giulia in più occasioni fu suonatrice anche dell’organo della chiesa di Renaio dove contemporaneamente dirigeva il coro. Doveroso ricordare la famiglia del “Beppe di Bacchionero” che contribuì per un buon lasso di tempo, alla manutenzione e ristrutturazione della Chiesa. Nel 1934, furono indetti solenni festeggiamenti in occasione dei 150 anni dalla sua costruzione, dal parroco Don Luigi Guidi e dai frequentatori della Chiesa. Questo fu l’articolo riportato per l’occasione dal giornale “La Corsonna”(Oggi “Il Giornale di Barga): “Sono dunque 150 anni che in quella remota plaga del Barghigiano fiorisce un piccolo centro di vita religiosa che in ogni festa rinsalda ancora, all’ombra della Croce, i vincoli sociali degli abitanti della montagna. Ai sacrifici di Don Luigi Guidi ed allo zelo di Beppe Carani fa riscontro la piena corrispondenza della popolazione. E’ da augurarsi che i lavori di restauro che la nobile famiglia Bertacchi ha deciso di fare, possano essere compiuti in un futuro molto prossimo. Sarà questa la miglior celebrazione del terzo cinquantenario e se ne avvantaggeranno il decoro della casa di Dio e la pietà dei fedeli e sempre meglio si attueranno gli scopi santissimi per cui il Nobile Anton Filippo Bertacchi, 150 anni or sono volle costruire la Chiesa di Bacchionero”. Negli anni ’50 cominciò l’esodo dei montanari verso la città, attratti da sogni di vita migliore e pian piano le case di montagna furono abbandonate.Anche Bacchionero non è sfuggito al suo destino.














































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