Rocca Soraggio

Rocca Soraggio

La nascita di Rocca Soraggio risale, come quella di Sillano, ai tempi dei Romani.
La prima volta che troviamo traccia di Soraggio è in un atto d’acquisto del 18 gennaio 793, con il quale il Vescovo Giovanni di Lucca acquisterà l’eredità del Vescovo Walprando (Duca Longobardo) figlio del duca Walperto di Lucca.
Grazie ad una concessione della Contessa Matilde di Canossa (1046 - 1115) confermata poi dall’Imperatore Federico I il Barbarossa (1122 - 1190) e da suo nipote Federico II (1194 -1250), la valle di Soraggio fece parte del feudo dei nobili di Dalli (o di Dorajo) e per diversi secoli ha ospitato la terza fortezza di questa consorteria.
Durante la Repubblica lucchese (1370-1371), Soraggio considerata Terra guelfa nel nuovo riordino territoriale del 27 agosto 1371 venne riconfermata nella Vicaria di Camporgiano, che in quel periodo raccolse sotto di se anche le Terre guelfe della Vicaria di Castiglione, e viceversa.
Così riformata questa Vicaria dalle memorie di quell'epoca si rileva che nel 1382 essa contava:
1072 capi di casa, 3346 altri individui, e così una popolazione in complesso di 4418 abitanti.
Nel 1396, Sillano e Soraggio rimasero coinvolte in una rivolta sobillata dal ghibellino Appiano (nobile pisano), che insieme con alcuni esuli lucchesi, allestirono un’armata con la quale attraversarono il passo di Pradarena ed espugnarono i castelli di Dalli (grazie anche al tradimento del castellano), di Sillano e di Soraggio. La risposta lucchese non si fece attendere, le milizie comunali al servizio di Bartolomeo Guinigi, coadiuvato da Cicchino Avvocati e da Giovanni Boccansocchi, accorsero immediatamente in alta Garfagnana, sedando la rivolta, i tre paesi furono devastati e dati alle fiamme e un certo Buoso da Sillano (uno dei capi della rivolta), subì la decapitazione, alcuni anni dopo Paolo Guinigi (1376-1432), diventato Signore di Lucca provvederà a ristrutturare e riarmare quel castello di Sillano (Castellaccio), che il suo predecessore devastò con violenza.
I Fiorentini attaccarono Lucca nel 1429, grazie all’aiuto avuto dagli Sforza fu evitata la caduta, nel caos che segui questo periodo l'8 giugno 1430 gli uomini di Sillano, Soraggio e dei paesi vicini appartenenti a questa comunità mandarono degli ambasciatori a Firenze per sottrarsi all’egemonia lucchese, giurando volontariamente fedeltà a Firenze, ma con il trattato di pace stipulato fra Firenze e Lucca (1441), i fiorentini le restituirono ai lucchesi, nel 1446 per nulla scoraggiati, gli uomini di Soraggio, chiesero e ottennero protezione dal Marchese Leonello d’Este, (1407-1450) e da allora il paese farà parte della Provincia Estense della Garfagnana.
Nel 1451 i soraggini stipularono l’accordo che fa nascere il detto “MENAR L’ORSO A MODENA
La diffusione del brigantaggio tra il 1400 e il 1500 è attestata dalle lettere del 30 gennaio, 8 febbraio e del 2 agosto 1524 indirizzate da Ludovico Ariosto alla corte estense, dove si lamenta dell’ospitalità f data da diverse chiese della Garfagnana ai banditi e l’attività di alcuni preti, come il parroco Antonio da Soraggio, coinvolti nelle lotte tra le fazioni locali e che possono aver favorito l’emergere di leggende di alcuni briganti convertiti da santi, e di forme di santità anarchica.
Nel 1602 il primo statuto di Soraggio individuava le zone, dove la comunità esercitava il diritto di pascolo, di legnatico e di semina, e chiariva la presenza di tale diritto anche su terre di altre comunità e stabiliva le regole di uso dei boschi e dei pascoli, con particolare riguardo alla tutela dei castagni. I successivi statuti del 1607-1609 e 1718, fecero una serie d’integrazioni e precisazioni, ma nel loro complesso ripeterono i confini, non modificando nulla dei diritti che erano già stati costituiti dal precedente statuto.
Nel maggio del 1603 il Capitano di Regione della Vicaria di Camporgiano spedisce ai suoi superiori una relazione che tratta di una disputa fra le comunità di Vibbiana e Verrucole da una parte e di Soraggio dall’altra.
Nel 1607 a Soraggio il parroco di San Martino di Soraggio denuncia un caso di stregoneria verso 3 abitanti di Brica e 1 donna di Villa. (Le Streghe di Soraggio)
Nel 1635 circa Soraggio scampò dalla peste bubbonica che stava funestando tutta l'Europa, è in quest’anni che San Rocco, proclamato guaritore della peste, fu venerato ovunque, si credeva allora che bastasse toccare una sua reliquia o una sua immagine per essere liberati dal male.
Alla fine del 1700 le mura della fortezza erano sempre in buon stato “Si regge anche in piedi una gran parte delle muraglie, e conserva il nome di Rocca Soraggio, dentro la quale vedesi la residenza del parroco e si venera la Chiesa di San Martino vescovo”.[1]
Il 19 giugno 1701, i territori di pascolo fra Soraggio e Sillano furono divisi con croci e lettere scolpite sulle pietre del confine.
Nel 1747 la parrocchia alcuni arredi e il titolo “S. martino Vescovo” furono trasferiti da Rocca Soraggio a Villla, e la chiesa fu in parte distrutta.
Nel 1815 fu introdotta la coltivazione della patata in Garfagnana grazie ad un prete di Soraggio che era stato cappellano militare sotto Napoleone I.[2]
Nel 1832 la parrocchia di S. Martino (ora quella di Villa) a Soraggio contava 830 abitanti.
Nel 1847 gli estensi unirono tutta la Garfagnana sotto il loro dominio, ma la fuga di Francesco IV d’Este nel 1849, anticipò di 11 anni il plebiscito dell’ 11 e 12 marzo del 1860 in cui la Garfagnana entrò a far parte del Regno d’Italia.
Il comune di Soraggio fu unito al comune di Sillano dopo l’unità d’Italia, ma la Valle di Soraggio, mantenne nelle tradizioni e nelle attività una forte spinta di amministrazione autonoma del proprio territorio, che troviamo in una serie di delibere del Consiglio Comunale di Sillano.
Quindi la Valle di Soraggio si è sempre caratterizzata fin dalla sua nascita in frazione per il mantenimento della sua autonomia, sia nel versante toscano sia in quello emiliano (Valle dei Porci).
Il 21 luglio del 1875 per calmare le continue dispute che si creavano sul confine dei pascoli fra la comunità di Soraggio e quella di Sillano una delegazione composta da entrambe le parti rimarcarono i segni fatti nel 1701 per dividere i territori di pascolo, così nel verbale dell‘epoca: “ ……. Su di una pietra stante, ossia naturale e ferma ci abbiamo ritrovato una ben marcata croce del diametro di un palmo, col millesimo 1701 e, tutto rinnovato, ci si è aggiunto il millesimo del corrente anno 1875. Dal qual primo termine discendendo dal colle di detto monte, già ritrovato il termine in sasso basso stante con solita croce e lettera A e rinnovata croce e lettera, discendendo ……”
Nel 1905 Rocca Soraggio è stata interessata da unafrana che ha distrutto parte del paese.
Nel 1930 il Commissario agli usi civici di Bologna risponde al pronunciamento n. 34/1927 e riconosce ancora la Valle dei Porci alla comunità di Soraggio.
Tutti i residenti della comunità potevano esercitare i loro diritti di uso civico nell’ambito delle terre di Soraggio, i cui numeri catastali incominciarono a essere trascritti all’inizio del secolo come particelle intestate al Comune in uso ai privati. Questi diritti incontravano le limitazioni specifiche degli antichi statuti, specialmente limiti temporali, che avevano lo scopo di garantire la convivenza fra l’uomo e l’ambiente. Tutto questo fino al 1935 quando il Podestà di Sillano sig. Ceccardi Virgilio con atto di compravendita vendette alla Regia Azienda Forestale una vasta zona di terreno (3835.47.95 ettari), situata nel territorio del comune di Sillano.
Comunque la comunità della valle di Soraggio continuò indisturbata l’usi civici sui terreni venduti nel 1935 fino agli anni cinquanta quando la presenza dell’Azienda Forestale mise in atto un maggior controllo e impose una gestione volta a limitare il libero esercizio dei diritti collettivi dell’antica comunità di Soraggio. A questo punto gli abitanti videro messi in pericolo i diritti secolari che esercitavano su tali territori, e il 26 dicembre 1956 tre cittadini di Metello (Capponi Giuseppe, Nuti Narcisio e Busti Vittorio) fecero ricorso per annullare la vendita del 1935 al Commissario agli usi civici per l’Emilia e le Marche con sede a Bologna nel loro interesse e per quello dei residenti nell’antica comunità. Anche il comune di Sillano in una delle prime udienze si costituì insieme alla valle di Soraggio per quanto riguarda le terre di Sillano e Dalli. Nella sentenza del 31 maggio 1958 fu data ragione alla tesi di Soraggio sia per i terreni dalla parte toscana che per la Valle dei Porci.
Negli anni sono stati fatti vari ricorsi, nel 1970 sono state istituite le regioni e nel 1985 è finita la disputa con la regione Toscana e i terreni sono ritornati agli abitanti di Soraggio.
Nel 2001 è terminato anche il contenzioso con la regione Emilia Romagna per quanto riguarda la Valle dei Porci, quando la Giunta della Regione Emilia Romagna con la delibera n. 2476, si è impegnata a restituire alla Valle di Soraggio l’uso civico di tale terreno.

Rif.https://sites.google.com/site/laroccadisoraggio/home/storia-della-rocca

























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