Sassorosso

Sassorosso
Sassorosso (da Saxo Rubeo, sasso rosso), è un piccolo paese dell’Appennino Toscano adagiato alla base di un cono roccioso composto prevalentemente da un tipo di marmo vinato il “Rosso Collemandina” formatosi in epoca Giurassica, che venne usato fin dai tempi antichi, come materiale edile per la costruzione delle case del borgo, facendo assumere a l’intero paese di Sassorosso quel leggero color rosa che lo rende unico nel suo genere.La località circondata da numerose grotte abitate fin dalla preistoria (come dimostrano alcuni reperti in silice dell’epoca neolitica ritrovati nei pressi del borgo) e che offrirono riparo anche alle tribù dei Liguri–Apuani fin dal III – II secolo a.C. (nel 1962 vennero rinvenuti i resti di una tomba Ligure a cremazione).Le prime notizie documentate del borgo risalgono alla “Bolla”, emanata da Benevento nel 1168 da Papa Alessandro III, nella quale viene nominata la sua chiesa dedicata a S.Michele, appartenente alla Pievania di Pieve Fosciana, in seguito lo ritroviamo nominato nuovamente all’interno della “Bolla d’Oro”, emessa nel 1376 dall’Imperatore Carlo IV come comune formato dagli odierni paesi di Massa e Sassorosso “Comune Masse et Sassorossi” e non come “Castra”, nonostante l’incastellamento del borgo sia avvenne quasi sicuramente antecedente a quella data, per merito dei suoi signori i Conti di Castelvecchio e nobili di S.Michele (Piazza al Serchio), che lo fortificarono costruendoci una rocca a base quadra avente come torre l’attuale campanile.Nel XIII secolo il castello di Sassorosso, finì in mano lucchese (Lucca comprò dall’Imperatore Federico II l’Investitura Imperiale sull’intera Garfagnana), che lo utilizzarono per più di un secolo, insieme alla vicina fortezza di Massa per la difesa dei suoi confini, nel 1401 a conferma della sua importanza strategica, in quell’impervia zona montana, lo troviamo inserito nell’elenco dei più importanti castelli lucchesi redatto da Paolo Guinigi,.Nel 1430 Sassorosso insieme ad altri comuni della Garfagnana, stanchi del dominio lucchese si diedero spontaneamente agli Estensi condividendone le sorti fino all’Unità d’ItaliaDell’antico castello oggi rimangono solo poche tracce, difficilmente identificabili lungo una via interna , in un breve tratto di mura e nel campanile che venne ricostruito in parte nel 1845Ulteriori informazioni sono disponibili in una scheda realizzata da Contado Lucchese e pubblicata da www.fototoscana.it
Da visitare: Una cava di marmo abbandonata posta poco più in alto del borgo, sulla sommità del cono roccioso e l'intero borgo























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